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L’ESTD è stata fondata nell’aprile del 2006 dopo un lungo periodo di collaborazione e progettazione tra colleghi di 17 paesi europei che si occupano da tempo di trauma e dissociazione. Insieme all’ISSTD, fondata nel 1983, pubblica il Journal of Trauma and Dissociation.

Come organizzazione senza fini di lucro, l’ESTD si pone i seguenti obiettivi: Favorire la conoscenza del trauma, della dissociazione e delle problematiche legate al trauma cronico. 

Proporre una formazione professionale sulla dissociazione, sul trauma e sulle problematiche connesse al trauma cronico

Stimolare progetti e ricerche su scala nazionale e internazionale

Sostenere la comunicazione e la collaborazione tra clinici e professionisti che si occupano di trauma e di dissociazione

Favorire la divulgazione di conoscenze e la formazione specialistica per i paesi europei che hanno difficile accesso alle recenti acquisizioni sul trauma e sulla dissociazione

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Avere accesso al blog dell’ESTD in cui sono pubblicati, per esempio, alcuni strumenti diagnostici, anche nella versione tradotta

Avere diritto a riduzioni sui congressi e sulle giornate formative e seminariali attivate dall’ESTD, compreso il convegno biennale (tenuto a Belfast nell’aprile 2010)

Accedere alla pagina nazionale in cui saranno anche pubblicate iniziative formative inerenti il trauma e la dissociazione in Italia (di cui è gradita segnalazione)

Partecipare alle iniziative di ricerca, di divulgazione scientifica e di formazione attivate su scala nazionale e internazionale, a cui si auspica un maggiore coinvolgimento dei professionisti italiani attivi nel contesto del trauma e della dissociazione.

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I DISTURBI DISSOCIATIVI

COSA SONO

E’ curioso come solo nel 1980, anno della pubblicazione della terza edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, DSM-III, sia stata ufficializzata la presenza della categoria nosografia dei cosiddetti “Disturbi Dissociativi”. Nonostante ci fossero già numerose osservazioni cliniche, descrizioni storiche di casi famosi, il forte interesse della psichiatria, della psicologia clinica e della psicoanalisi a partire dalla fine dell’Ottocento, per decenni i pazienti con disturbi dissociativi sono stati trattati come se fossero affetti da altre patologie e quindi con strategie terapeutiche non appropriate. Vediamo come, senza molte modificazioni dal 1980 ad oggi, con il DSM-IV-TR, vengono descritti i vari tipi di disturbo dissociativo.

La caratteristica clinica fondamentale è la perdita della continuità dell’esperienza soggettiva. L’esperienza cosciente di sé è interrotta da ampie lacune amnesiche, da stati alterati di coscienza o da bruschi cambiamenti di condotta, di cui il soggetto a posteriori ricorda poco o nulla. A causa di tale alternanza, il soggetto ha l’impressione che il fondamentale senso di continuità e unità del sé sia minacciato, perduto o comunque alterato.

Il caso più clamoroso, seppure relativamente poco frequente, in Italia almeno, è rappresentato dal Disturbo Dissociativo dell’Identità (DDI), che una volta era chiamato Disturbo da Personalità Multipla. La caratteristica essenziale del DDI è la presenza di due o più distinte identità o stati di personalità che in modo ricorrente assumono il controllo del comportamento.Vi è incapacità di ricordare notizie personali importanti, troppo estesa per essere spiegata con una banale tendenza alla dimenticanza. Spesso le azioni, i pensieri e le emozioni della cosiddetta personalità secondaria sono molto differenti da quelli della personalità primaria. A volte questi cambiamenti di stile, di comportamento e di strategie di relazione sono accompagnati da disturbi e fenomeni particolari che possono far pensare ad un disturbo psicotico, come esperienze pseudo-allucinatorie o convinzioni simil-deliranti. Per questo motivo, questi soggetti vengono spesso trattati come se fossero schizofrenici o con un disturbo borderline di personalità, ma è anche vero che molti soggetti con disturbi simili lo sono realmente. Ne consegue la necessità di molta esperienza in questo campo e una buona capacità di diagnosi differenziale per evitare perdite di tempo, trattamenti impropri, inutili o dannosi.

Un altro caso di disturbo dissociativo è rappresentato dalla Fuga Dissociativa, caratterizzata dall’allontanamento improvviso e inaspettato da casa o dall’abituale posto di lavoro, accompagnato dalla incapacità di ricordare il proprio passato e da confusione circa la propria identità personale, oppure dalla assunzione di una nuova identità. Durante questi episodi, che possono durare da poche ore ad alcuni giorni o mesi, il soggetto può apparire perplesso o disorientato, mostrando cioè segni di uno stato alterato di coscienza.

Nell’Amnesia Dissociativa vi è invece una incapacità di rievocare importanti notizie personali, che è usualmente di natura traumatica e stressogena, e che risulta anch’essa troppo estesa per essere spiegata con una normale tendenza a dimenticare. Spesso anche questa incapacità di rievocare un periodo della propria vita passata si verifica insieme a segni di un disturbo della coscienza: perplessità, disorientamento, derealizzazione.

Quest’ultimo sintomo si può avere anche in associazione al Disturbo di Depersonalizzazione, caratterizzato dal sentimento persistente o ricorrente di essere staccato dal proprio corpo o dai propri processi mentali, mentre rimane intatto il test di realtà. Il soggetto avverte all’improvviso un allarmante cambiamento nel sentimento generale della propria realtà e identità, espresso a livello di percezione, o della propria corporeità o dell’esperienza mentale (emotiva, di pensiero, di memoria o di volizione). Il paziente si può sentire cioè come un automa, oppure come se stesse vivendo in un sogno o in un film. Può esserci la sensazione di essere un osservatore esterno dei propri processi mentali, del proprio corpo o di parti di esso. Vari tipi di anestesia sensoriale, mancanza di reazioni affettive, e la sensazione di perdere il controllo delle proprie azioni sono spesso presenti.

Per finire, ed è il caso forse più frequente, abbiamo il Disturbo Dissociativo Non Altrimenti Specificato, in cui è presente un sintomo dissociativo che però non è sufficiente a poter porre una delle diagnosi sopradescritte. Sono i casi in cui vi è, per esempio, solo derealizzazione, oppure le trance da possessione tipiche di certe culture, oppure singoli episodi di alterazione della coscienza o della memoria, ed altro ancora. Alcuni sintomi dissociativi sono presenti anche nel Disturbo Post-Traumatico da Stress o nel Disturbo Somatoforme o nei Disturbi di Conversione.

LE POSSIBILI CAUSE

Da molte ricerche effettuate in questo campo, sembra che molti pazienti affetti da un Disturbo Dissociativo abbiano vissuto nella loro infanzia o nella prima adolescenza uno o più episodi traumatici di violenza, fisica, emotiva o sessuale. Se questo è spesso vero per i disturbi più gravi, è anche vero che non sempre tali eventi si verificano nella storia personale di questi pazienti. A volte, è possibile ricostruire una qualità particolare della relazione con le figure di attaccamento (madre e/o padre) nell’infanzia che sembra favorire la produzione spontanea di stati alterati di coscienza, cioè di dissociazione. Da alcune ricerche sembra che la presenza di un lutto nella madre nel periodo a cavallo della nascita di un figlio possa favorire il futuro sviluppo di un disturbo dissociativo nel nascituro. E, seppure in una piccola percentuale di casi, è possibile altre volte che possano essere in causa delle configurazioni genetiche microscopiche che sembrano facilitare la presenza di un disturbo dissociativo.

COME SI AFFRONTA IL PROBLEMA

Non vi è una terapia specifica dei Disturbi Dissociativi, ma sono state costruite, da parte di alcune Associazioni Internazionali, delle Linee Guida per il loro trattamento. Bisogna ribadire di nuovo, innanzi tutto, la necessità di porre una diagnosi accurata, per la frequenza con cui alcuni sintomi dissociativi possono essere presenti in altre patologie, come ad esempio i disturbi del comportamento alimentare, il disturbo ossessivo-compulsivo, i disturbi borderline di personalità, il disturbo da attacchi di panico o anche disturbi psicotici. E’ evidente che una diagnosi primaria di questo tipo deve consentire di elaborare delle strategie terapeutiche del tutto differenti e mirate.

L’aspetto fondamentale di un intervento terapeutico è rappresentato da una strategia finalizzata ai processi di integrazione. Se i disturbi dissociativi sono caratterizzati dalla compromissione dei processi integrativi della memoria e della coscienza, è evidente che il loro trattamento mira la ripristino della continuità di tali funzioni di integrazione. Tale processo terapeutico avviene in diverse fasi che implicano l’analisi dei disturbi vissuti dal paziente; la costruzione di relazioni interpersonali, tra cui anche la relazione terapeutica, più stabili e coerenti; una ricostruzione della storia personale di sviluppo; l’elaborazione di eventuali eventi traumatici del passato; la possibilità di gestire meglio l’uso inconsapevole di processi dissociativi come difesa o reazione di fronte ad eventi stressanti, traumatici o ad avvenimenti e ricordi evocativi di sofferenze passate.

La ricerca scientifica e l’esperienza clinica indicano perciò che l’approccio più efficace per la terapia dei Disturbi Dissociativi debba prevedere da parte di un terapeuta esperto l’utilizzo di diverse metodiche all’interno di una strategia complessiva. E’ consigliabile pertanto:

una terapia cognitivo-comportamentale, basata sulla conoscenza della teoria dell’attaccamento

l’EMDR, Eye Movement Desensitization and Reprocessing, che è possibile utilizzare in alcune fasi della terapia

in alcuni casi può essere d’aiuto una terapia combinata di un setting individuale ed uno di gruppo o sistemico

a volte anche l’utilizzo temporaneo di farmaci può essere utile per superare momenti di forte disagio emotivo

In Italia l’associazione che si occupa da più tempo e con produzione di ricerche, lavori e corsi di formazione sul problema della coscienza e dei suoi disturbi è l’ARPAS – Associazione per la Ricerca sulla Psicopatologia dell’Attaccamento e dello Sviluppo, con sede in Roma, che fonda il suo approccio sulla Teoria dell’Attaccamento di John Bowlby.

http://arpas.spymac.net

http://www.arpas.8m.net

Email: arpas1988@gmail.com

LIBRI E DOCUMENTI

Giuseppe Miti (1992)

Personalità Multiple

Roma: Carocci

Giovanni Liotti (a cura di) (1993)

Le discontinuità della coscienza

Milano: Franco Angeli

Pasquini P., Liotti G., Mazzotti E., Fassone G., Picardi A. and The Italian Group for the Study of Dissociation (2002)

Risk factors in the early family life of patients suffering from dissociative disorders

Acta Psychiatrica Scandinavica, 105(2): 110-6..

G. Miti, E. Chiaia (2003)

Patterns of attachment and the etiology of Dissociative Disorders and Borderline Personality Disorder

Journal of Trauma Practice, Vol. 2(2), 19-35.

G. Liotti, P. Mollon, G. Miti (2005)

Dissociative Disorders, in “Oxford Textbook of Psychotherapy”, eds. G. Gabbard, J. Beck & J. Holmes. Oxford University Press.

Contact

Fabio Furlani
Email: italy@estd.org

Costanzo Frau
Email: italy@estd.org

Maria Paola Boldrini
Email: italy@estd.org

Giovanni Tagliavini
Email: italy@estd.org

News

National Conference of the Italian EMDR Association: Clinica, ricerca, interventi: 20 anni di terapia EMDR inItalia. In Italian. Rome, Italy. 27–29 September

Workshop : Neurobiologia e trattamento della dissociazione traumatica - Teoria e pratica del Deep Brain Reorienting

Dr. Frank Corrigan, Parma, 12 Ottobre 2019

Organizzato da: Diego Giusti (Progetto “Evoluzione Psicologica”) con la collaborazione di Costanzo Frau (referente italiano ESTD). Si ringrazia AISTED e ESTD per il patrocinio.

 

CONTENUTI PRINCIPALI

Basi neurobiologiche - Verranno presentate le principali basi neurobiologiche del trauma e della dissociazione in relazione alle neuroscienze affettive e alla teoria dell’attaccamento. Verranno inoltre approfonditi i circuiti mesencefalici responsabili di quelle tracce “apparentemente” indelebili dei traumi complessi. Infine verranno esplorati i punti di forza e i limiti dei trattamenti più recenti ed efficaci. Da tutto ciò nasce l’innovativo Deep Brain Reorienting.

Deep Brain Reorienting - Imparerai le basi teoriche e pratiche di questo innovativo metodo di trattamento. Partendo dalle circuitazioni mesencefaliche, Frank Corrigan ha individuato la sequenza specifica che mantiene i traumi bloccati a livello di memoria implicita. Intervenendo su questa sequenza ha scoperto come riorientare il cervello profondo ri-trascrivendo l’esperienza traumatica e permettendo così una guarigione più profonda e stabile. Il DBR può essere utilizzato per lavorare sui traumi, sui disturbi trauma-correlati e sull’attaccamento disregolato.

 

PRESENTAZIONE

Obiettivo - Partendo da una solida base neurobiologica su trauma e dissociazione e sulla relazione con l’attaccamento disregolato, verrà presentato, in esclusiva assoluta in Italia, il Deep Brain Reorienting (DBR), un metodo innovativo ideato per trattare i residui traumatici resistenti ai migliori trattamenti oggi esistenti.

Partecipanti -  Il corso si rivolge a psicologi, psicoterapeuti, psichiatri, medici, ricercatori, professionisti della salute mentale e studenti universitari di psicologia e medicina

Note - Traduzione in simultanea inglese-italiano, materiale didattico, Attestato di partecipazione, Coffee break e pranzo (esclusi dal prezzo).

Sede del corso - La sede di svolgimento del corso sarà comunicata personalmente appena disponibile.

Webinar - E’ possibile seguire il corso anche in modalità webinar.

 

DR. FRANK CORRIGAN

Psichiatra e neuroscienziato di fama mondiale con più di 40 anni di esperienza clinica e accademica, è uno dei massimi esperti viventi sulla neurobiologia e trattamento della dissociazione. E’ colui che ha fornito le basi neurobiologiche al Comprehensive Resource Model (CRM) e che ne ha permesso l’evoluzione creando il Deep Brain Reorienting (DBR).

 

PROGRAMMA

9.20 - Benvenuto e Introduzione
9.30 - Trauma e dissociazione: l’importanza delle neuroscienze affettive di Panksepp
10.30 - Dissociazione neurochimica, peritraumatica e strutturale: il ruolo dell’attaccamento disregolato
11.30 - Pausa (15 minuti)
11.45 - Trattamento del DPTS Complesso: 1. Comunicazione e cooperazione degli stati dell’Io
--- Pranzo (12.45 - 14.00) ---
14.00 - Trattamento del DPTS Complesso: 2. Elaborazione delle memorie traumatiche
15.45 - Pausa (15 minuti)
16.00 - Trattamento del DPTS Complesso: 3. DBR - Deep Brain Reorienting
17.15 - Pausa (15 minuti)
17.30 - Role Playing
18.15 - Question Time
18.30 - Chiusura

 

ISCRIZIONE
Sono previste TARIFFE AGEVOLATE sia per chi si iscrive prima (Offerta Early Bird, entro il 31 Maggio e Offerta Seconda Possibilità, entro il 18 agosto) sia per i convenzionati (soci AISTED, soci ESTD e studenti universitari) Con il Patrocinio di:

Per iscrizioni: www.diegogiusti.com/corrigan2019

LAVORARE CON I DISTURBI DISSOCIATIVI: LA FORZA DELLA COOPERAZIONE

Con Remy Aquarone & Melanie Goodwin

Cagliari 20 Ottobre 2019, Hotel Regina Margherita, 0re 9-18

Melanie Goodwin è cofondatrice dell’Associazione inglese per il Disturbo Dissociativo dell’Identità “First Person Plural”. Nel suo lavoro combina la sua esperienza teorica e quella vissuta con l’obiettivo di correggere le incomprensioni spesso associate a questo complesso ma logico stato di malessere.

Remy Aquarone è psicologo-psicoterapeuta membro del UK Council of Psychotherapy e del British Psychoanalytic Council. Attualmente è direttore del Pottergate Centre for Dissociation & Trauma a Norwich. Esperto nel trattamento del Disturbo Dissociativo dell’Identità è stato direttore dell’International Society for the Study of Trauma and Dissociation (ISSTD) e Presidente dell’European Society for Trauma and Dissociation (ESTD).

 

Programma del workshop

Il workshop ha l’obiettivo di mostrare ai partecipanti il lavoro di cooperazione svolto in UK dai terapeuti che si occupano di disturbi dissociativi complessi e l’associazione First Person Plural. Melanie Goodwin, confondatrice dell’associazione, discuterà l’esperienza dei pazienti con disturbo dissociativo. Remy Aquarone, terapeuta esperto nel trattamento dei DD, mostrerà le fasi più importanti nel processo di valutazione.

 MATTINA ORE 9-11:15

•  La situazione generale riguardo al lavoro con i Disturbi Dissociativi in UK: un excursus storico  (Remy Aquarone)

•  Associazione First Person Plural: breve descrizione del lavoro fatto dalla sua fondazione ad oggi (Melanie Goodwin)

•  Proiezione di un filmato  riguardante il lavoro del gruppo inglese

BREAK 15 MINUTI

MATTINA ORE 11:30-13

•  Cos’è un Disturbo Dissociativo dell’Identità ? La prospettiva del paziente   (Melanie Goodwin)

•  Presentazione di alcune storie di Disturbo Dissociativo dell’Identità            (Melanie Goodwin)

 POMERIGGIO ore 14-15:30

•  Cos’è un Disturbo Dissociativo dell’Identità ? La prospettiva del terapeuta  (Remy Aquarone)

•  Pre-assessment - Il terapeuta valuta la possibilità di un’intervista diagnostica per i DD (Remy Aquarone)

BREAK 15 MINUTI

POMERIGGIO ORE 15:45-17:15

•  Intervista clinica per i Disturbi Dissociativi: come costruire l’alleanza di lavoro in un setting terapeutico (Remy  Aquarone)

•  Esempio clinico: verrà mostrato un filmato riguardante la valutazione di un paziente con DDI (Remy Aquarone)

ORE 17:15-18

DOMANDE E DISCUSSIONE CON I PARTECIPANTI

 

 Iscrizione Workshop

Costo: 85 EURO + IVA (entro il 15 Giugno)

           100 EURO + IVA (dopo il 15 Giugno)
ISCRITTI AISTED   70 EURO + IVA (entro il 15 Giugno)

SPECIALIZZANDI 50 EURO + IVA (entro il 15 Giugno)

 

Iscrizioni all’Emporio “Ri-Pensare l’Attaccamento”

  + Workshop “Lavorare con i Disturbi Dissociativi”

Costo totale:   130 EURO + IVA  (entro il 15/06/19)                              (vedi evento Emporio dei Pensieri e sconti per gli associati alla pagina web www.cognitiva.org)

 

PER ISCRIVERSI SPEDIRE UNA EMAIL DI RICHESTA A: psicoterapiaricercatd@gmail.com

 

 

 

 

 

ESTD Biannual Congress

24–26 October 2019 ESTD biannual congress: The Legacy of Trauma and Dissociation: Body and Mind in a New Perspective. Rome, Italy

http://www.estd.org

Workshop: Traumatic attachment and co-regulation: The neurobiology of relationship.

With Janina Fisher, in English

16-17 November 2019

Rome, Italy.